Il progetto sostiene l'avvio di una "casa sicura" a Bihać, in Bosnia Erzegovina, per offrire un ambiente sicuro e protetto prima di tutto ai minori stranieri non accompagnati (MSNA), in transito lungo la rotta balcanica, ma anche ai ragazzi a rischio del contesto locale, fornendo loro servizi essenziali come supporto psicosociale, assistenza legale, istruzione, assistenza sanitaria e attività educative e ricreative.
In linea con le linee guida internazionali sulla protezione dell'infanzia questa struttura - progetto pilota nel Paese - offre un modello di assistenza di eccellenza per i minori non accompagnati a Bihać, adattato al contesto specifico della Bosnia Erzegovina.
L'iniziativa si basa su un approccio olistico che tiene conto delle specifiche esigenze di questi giovani, promuovendo il loro benessere fisico, psicologico e sociale, e favorendo la loro integrazione nella comunità locale. La struttura di Bihac, di nuova costruzione e co-finanaziata dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, mira a essere un modello che colma il divario tra l'attualità e il futuro in difesa dei diritti umani delle persone in movimento. È auspicabile che i modelli introdotti generino un cambiamento politico più ampio che offra la possibilità di optare per nuove forme di accoglienza e uscire dalla logica dell'emergenza, con la creazione di nuove strutture come "case rifugio" e comunità per minori e minori non accompagnati sotto la responsabilità politica locale (dipartimento per le politiche sociali) e la supervisione di grandi organizzazioni e agenzie internazionali (OIM, UNICEF, UNFPA, ecc.).