خرید vpn خرید کریو خرید کریو دانلود فیلم خارجی دانلود آهنگ ایرانی دانلود فیلم خرید vpn دانلود فیلم خرید vpn خرید vpn خرید کریو Google
Spostando lo sguardo un po' più in la
07
Nov
2023

Spostando lo sguardo un po' più in la

Sono ormai passati più di quattro mesi dal nostro arrivo a Bihać e l’estate ha lentamente ceduto il passo all’autunno. La città non è più piena di turisti ma, a differenza di quanto avveniva quest'estate, non è difficile incontrare gruppi di migranti anche in centro, che provano a fare l'elemosina o a vendere fazzoletti di carta ai semafori, che passeggiano per le vie di Bihać o che si preparano per il game. La polizia croata ha di nuovo intensificato i controlli e i segni che lascia sono ben visibili sul corpo dei migranti, per loro raggiungere l’Unione Europea è diventato molto più difficile rispetto ai mesi scorsi.

Io sono Claudia, con Irene, Federica ed Elena sono una delle quattro ragazze in servizio civile universale con IPSIA a Bihać, in Bosnia-Erzegovina, e oggi vi parlo delle mie sensazioni in una città che porta ancora sul volto le ferite della guerra degli anni ‘90, che manifesta in favore della Palestina e che sa accogliere a braccia aperte ma anche essere spietata e respingente.

A inizio mese Silvia, la nostra responsabile, ci ha accompagnate a Mostar per qualche giorno per vedere un’altra parte di questo Paese dalle mille sfumature, per provare a conoscerne un altro pezzettino di storia. Tornata a Bihać, mi sono accorta che camminare per queste strada a volte mi fa uno strano effetto. La maggior parte del tempo mi sembra di camminare per le strade di una qualunque cittadina di provincia europea, vivere a Bihać è “facile”: è pieno di pekare – panetterie –, bar, supermercati, farmacie, negozietti. Tutto l’occorrente per la vita quotidiana è di solito a pochi passi da casa e anche chi non parla la lingua locale riesce a farsi capire piuttosto bene. Poi però, in alcuni momenti basta spostare un po’ lo sguardo e si notano i segni di proiettili ancora ben visibili sulle facciate dei palazzi, o i segni delle granate esplose trent’anni fa che ancora deturpano i marciapiedi. Giri l’angolo e – se guardi bene – quelle mura immerse ormai nella vegetazione appartenevano ad una casa che è stata distrutta da un bombardamento. Se vuoi fare una passeggiata in montagna devi sapere che se esci dal sentiero potresti saltare su una mina inesplosa. Vivere a Bihać significa confrontarsi quotidianamente con la guerra degli anni ’90, anche se non l’hai vissuta. Anche se sei italiana e non ne sai abbastanza.

Questa città la guerra la ricorda bene e giovedì scorso in centro c’è stata una manifestazione in favore della Palestina. La causa palestinese è sposata con ardore da quasi tutti i bišćani – i cittadini di Bihać – preoccupati del disastro umanitario che si sta consumando a tremila chilometri da qua, con lo spettro di un’altra guerra contro i musulmani che aleggia nell’aria e angoscia anche i più giovani.

Allo stesso tempo però, la popolazione locale non sempre vede di buon occhio i migranti – spesso proprio musulmani – che attraversano la Bosnia-Erzegovina, e di conseguenza anche noi, che con loro lavoriamo, dobbiamo mettere in atto degli accorgimenti per evitare di diventare un bersaglio. Ad esempio, appena usciti dal campo ci togliamo i gilet con il logo di IPSIA per non essere identificati come “persone che lavorano con i migranti”. Da qualche settimana un account su Facebook commenta quasi tutti i post che pubblichiamo, scrivendo ad esempio che i migranti devono stare a Lipa (che si trova a 24 chilometri da Bihać, in un altopiano isolato) perché in città non sono i benvenuti, che nemmeno noi ragazze in servizio civile siamo le benvenute e che dovremmo portarci i migranti a casa nostra, oppure che il nostro staff dovrebbe andare in Palestina se davvero vuole dare una mano. Questo account è purtroppo però la voce di una fetta di bišćani anche consistente.

Eppure IPSIA è presente nel Cantone di Bihać dal 1997, e ha sempre lavorato – e continua a lavorare – con la popolazione locale. Eppure la prima risposta che i cittadini di Bihać hanno dato all’arrivo dei migranti nel 2018 è stata di accoglienza e immedesimazione perché “erano stati profughi anche loro”.

Chiaramente noi continuiamo il nostro lavoro, e chissà, magari un giorno i buchi dei proiettili sulle facciate dei palazzi di Bihać saranno levigati da un muratore proveniente da lontano, che conosce l’odore della guerra e dell’odio e sa che certe ferite hanno bisogno di tempo e cura per rimarginarsi.

Questo sito utilizza cookies necessari per la navigazione, nonché cookies anche di terze parti per finalità analitiche e di controllo della performance. Per l'informativa privacy e le modalità per gestire i cookies: CLICCA QUI.

Ultime notizie

Viaggi d'istruzione in BiH: parti con noi!

Viaggi d'istruzione in BiH: parti con noi!

IPSIA ETS propone viaggi d'istruzione in Bosnia Erzegovina per le scuole secondarie. Tutte le informazioni sono nel PDF in allegato! Per ulteriori dettagli....

The Place Where We Live - Bihać in the gaze of young people through borders, belongings, and everyday life

The Place Where We Live - Bihać in the gaze of young people through borders, belongings, and everyday life

La mostra fotografica che esplora Bihać attraverso lo sguardo di chi vive nella Casa per Giovani Menti

Laikipia: acqua, clima e convivenza in un territorio sotto pressione

Laikipia: acqua, clima e convivenza in un territorio  sotto pressione

Il rapporto tra cambiamento climatico, accesso alle risorse e convivenza tra comunità rappresenta uno degli aspetti più complessi del territorio di Laikipia.

Diritti, terra e leadership: le donne Maasai al centro del cambiamento

Diritti, terra e leadership: le donne Maasai al centro del cambiamento

Marta, Gabriele e Alessandro quest’anno hanno vissuto la Giornata Internazionale della Donna partecipando al Women Land Champion Forum..

Migrazioni

Con rabbia e con amore

Con rabbia e con amore

"Cosa fai in Bosnia?". Userò questo spazio digitale e un po’ del vostro tempo per rispondere a questa domanda: per raccontarvi quello che credo sia significativo del nostro lavoro e della...

Casa della Crescita per Giovani Menti – Centro di Protezione per le Categorie Giovanili Vulnerabili

Casa della Crescita per Giovani Menti – Centro di Protezione per le Categorie Giovanili Vulnerabili

Esiste a Bihać uno spazio protetto per minori stranieri non accompagnati lungo la rotta balcanica.

UN APPELLO PER FINANZIARE UNA SOLIDARIETÀ RADICALE E CONCRETA

UN APPELLO PER FINANZIARE UNA SOLIDARIETÀ RADICALE E CONCRETA

IPSIA si unisce a 29 organizzazioni in Where We Rise, una campagna di solidarietà nata con l’obiettivo di raccogliere 1 milione di euro entro settembre 2025

BRAT: MOSTRA FINALE AL KOMBITEKS DI BIHAĆ

BRAT: MOSTRA FINALE AL KOMBITEKS DI BIHAĆ

In occasione della giornata mondiale del rifugiato, vi raccontiamo con le parole di Sofia e Benni (personale SCU in BiH) un’iniziativa importante, oggi più che mai