Siamo Marta, Alessandro e Gabriele e stiamo svolgendo il Servizio Civile Universale con IPSIA in Kenya. Con questo articolo vorremmo parlarvi del nostro percorso di operatori volontari di servizio civile, percorso che si sta rivelando qualcosa di davvero particolare ed unico.
Fin dall’inizio, la nostra esperienza in Kenya è stata infatti intensa e sfidante: il servizio civile è un cammino che richiede capacità di adattamento ed ascolto, ma che allo stesso tempo apre la mente e offre la possibilità di entrare in contatto con realtà profondamente diverse dalla propria. Non si tratta solo di una distanza geografica, ma di un confronto quotidiano con nuovi contesti sociali, culturali e umani, che invita a rimettere in discussione abitudini, punti di vista e certezze.
Fare il servizio civile con IPSIA significa uscire dalla dimensione teorica e mettersi in gioco all’interno di un’organizzazione radicata nel contesto locale. L’esperienza si sta rivelando un percorso di crescita personale e professionale, costruito giorno dopo giorno attraverso il contatto diretto con le persone, i progetti e il territorio.
I primi mesi della nostra permanenza sono stati dedicati alla conoscenza dell’organizzazione nel suo insieme. Questo periodo di orientamento ci ha consentito di partecipare alle attività sul campo e comprendere come nascono, si sviluppano e vengono monitorati i progetti. È una fase fondamentale per acquisire consapevolezza del contesto e per individuare, nel tempo, il ruolo più adatto a ciascun volontario. Durante questa fase abbiamo avuto modo di partecipare a diverse attività formative e visite sul campo: dalla formazione sull’installazione dei jiko kisasa, stufe migliorate che riducono l’uso di legna e le emissioni nocive, alla visita delle sand dams, dighe di sabbia che consentono di trattenere l’acqua piovana durante la stagione delle piogge e di affrontare meglio i periodi di siccità.
Un aspetto centrale dell’esperienza è l’incontro con le comunità locali. Le attività sul campo non sono solo momenti operativi, ma occasioni di ascolto e di scambio, che permettono di comprendere bisogni, priorità e risorse delle persone coinvolte nei progetti.
Accanto al lavoro sul campo, è altrettanto importante la dimensione di ufficio: la gestione amministrativa, i procurement, i meeting con i partner, il monitoraggio dei progetti, la comunicazione. Conoscere questi aspetti permette di avere una visione più completa del funzionamento di una ONG e di comprendere come ogni fase, anche quella meno visibile, sia essenziale per la riuscita delle attività sul territorio. Questa esperienza ci sta permettendo in tal modo di comprendere meglio come funziona il mondo della cooperazione internazionale: un lavoro fatto di relazioni, ascolto, tempi lunghi ed adattamento continuo.
Il Servizio Civile non è però fatto solo di impegno. Il tempo vissuto fuori dai progetti è parte integrante dell’esperienza e contribuisce in modo profondo al percorso di crescita. La vita quotidiana in Kenya permette di entrare in contatto con abitudini diverse, con una nuova cultura culinaria, con ritmi e modi di relazionarsi che inizialmente spiazzano ma che, con il tempo, diventano familiari. C’è anche la possibilità di viaggiare e di scoprire paesaggi molto diversi tra loro che aiutano a comprendere meglio la complessità e la ricchezza del paese. Tutto questo rende l’esperienza ancora più arricchente e contribuisce a costruire uno sguardo più aperto e consapevole.
Per concludere, il Servizio Civile con IPSIA richiede disponibilità a mettersi in gioco e a uscire dalla propria zona di comfort, ma offre anche un accompagnamento costante, grande attenzione al benessere dei volontari e spazio per crescere e assumersi responsabilità. È un’esperienza che non si limita a fornire competenze tecniche, ma che lascia un segno duraturo, umano e professionale, nel modo di guardare il mondo e il proprio ruolo al suo interno.